Le nostre attività

OUR PAST ACTIVITIES

cerimonia dell'alzabandiera

Modena, 2 Giugno 2021 - Monumento ai Caduti del 36° Reggimento Fanteria

L'Associazione ASMER, unitamente alla Società dell'Ottavo Reparto e Ass. Reduci del 36° Reggimento Fanteria, dopo aver terminato il restauro del Monumento, restituiscono il Tricolore alla Stele. Presenti anche le Autorità cittadine, l'Associazione Nazionale Carabinieri e l'Associazione Ex Allievi dell'Accademia Militare di Modena.


Pulizie di primavera

Modena, Sabato 23 Maggio 2021

Una proficua giornata di lavoro per i volontari delle Associazioni ASMER, Ottavo Reparto e Reduci del 36° Reggimento Fanteria. Si conclude così il restauro del Monumento ai Caduti del 36° Reggimento, totalmente a carico delle Associazioni. Dopo trent'anni di abbandono e incuria, il travertino della stele torna nuovamente a fare capolino su V.le Montecuccoli.

L'intervento è mirato alla pulizia delle erbe infestanti, al risanamento dell'asta portabandiera e della croce sommitale, scrostate dalla ruggine e riverniciate. Sono inoltre stati ricostruiti i gradini ammalorati e svuotata la fioriera, piena di spazzatura, dono dell'inciviltà.

Una nuova vita, insomma, per un monumento dimenticato, ultima testimonianza della storica sede del Reggimento: la Caserma Cialdini.

una targa per il 36° Reggimento

Modena, 10 Novembre 2020

Con l'apposizione della targa commemorativa, la stele ai Caduti del 36° Reggimento Fanteria è finalmente tornata ad essere un punto di riferimento per la memoria della città. Ora non rimane che ripristinare il pennone e bonificare l'area dalla spazzatura che, nel corso del tempo, è stata qui depositata. Un pezzo della storia modenese è stato fatto rinascere dalle ceneri e riconsegnato alla comunità, con la speranza che l'area venga tutelata e valorizzata anche dal Comune di Modena.

remembrance day

Modena, Mercoledì 4 Novembre 2020

Alla presenza di TRC Modena e il Resto del Carlino, si è svolta la cerimonia di Commemorazione al Monumento ai Caduti del 36° Reggimento Fanteria. Una sorta di inaugurazione della nuova Epigrafe, ricollocata dopo che l'originale fu traslato presso l'Accademia Militare.

La Società dell'Ottavo Reparto ha presenziato con la propria Bandiera di Guerra regolamentare, conferita con Regio Decreto negli anno '20.

Il nostro obiettivo rimane quello di ottenere la riqualificazione dell'area e, perchè no, intitolare anche lo spazio verde circostanze al 36° Reggimento Fanteria o alla Brigata Pistoia. Vi terremo aggiornati.

La nostra intervista a TRC Modena la potete trovare nella sezione Dicono di noi

Il resto del Carlino

incuria e degrado al cimitero militare di modena

Modena, 21 Ottobre 2020

Comunicato stampa ASMER

Un immenso senso di amarezza è quello che si può provare di fronte ad uno spettacolo così degradante. Amarezza nel constatare che, per l’ennesima volta, un sito di Interesse Storico Nazionale, poiché nella Quadra Militare di San Cataldo non riposano solo militari modenesi, ma soldati provenienti da tutto lo Stivale, sia stato oggetto di una tale incuria da parte delle istituzioni pubbliche. Le lapidi cadute a terra per effetto della mancata manutenzione sono solo l’ultimo atto di una situazione già ampiamente annunciata.

L’Associazione Studi Militari Emilia Romagna, da ormai oltre due anni, si è fatta parte diligente promuovendo il restauro di tutte le 957 lapidi presenti nel Cimitero Militare, segnalandone lo stato ormai critico e la progressiva cancellazione dei nominativi dei caduti sulla parte frontale, dovuta principalmente all’incuria.

“L’ultimo incontro con le istituzioni comunali risale al 30 gennaio 2020, dove chiamammo a Modena, su nostra iniziativa, il Ten. Col. Sardone, Direttore del Mausoleo Fosse Ardeatine e Responsabile territoriale dei Sacrari Militari dell’Emilia Romagna, il quale propose al Comune la stipula di una convenzione, come previsto dall’art. 271 del D.lgs. 66/2010, per la partecipazione economica annuale del Ministero al fine di sostenere i costi di manutenzione Ordinaria del Cimitero. In occasione di quell’incontro venimmo a conoscenza del fatto che la convenzione era già stata proposta in diverse occasioni all’amministrazione, ma mai venne ratificata e nemmeno furono svolte le opere di manutenzione ordinaria di spettanza municipale. Questo inadempimento ha degradato irrimediabilmente l’area, per la quale ora si stima un costo di restauro di circa 50.000 euro” spiega Giulio Verrecchia, Presidente di Associazione Studi Militari Emilia Romagna.

Interviene poi Filippo Barbieri, Vice Presidente dell’Associazione, puntualizzando che “Da due anni ci occupiamo di apporre delle coccarde tricolori sulle lapidi in occasione delle celebrazioni del 4 Novembre, ma questo non può e non deve rappresentare l’alternativa al percorso di restauro che avevamo proposto. La nostra idea rimane quella di riqualificare tutta l’area, al fine di creare un percorso storico – didattico utile anche alle scolaresche in visita”.

Conclude quindi Verrecchia “Le fotografie inviateci ieri pomeriggio da un nostro associato, della decina di lapidi crollate a terre, pone nuovamente l’attenzione su un problema già più volte segnalato e sul quale non siamo più disposti ad attendere. La pubblica amministrazione ha il preciso dovere di intervenire e salvaguardare il luogo in cui riposano i caduti della Nazione. Sul territorio italiano ci sono decine di cimiteri di guerra di altre Nazioni, curati in ogni minimo dettaglio. Consiglio una visita didattica in queste realtà per capire l’arretratezza culturale del nostro Paese in relazione alla cura dei luoghi in cui riposano i nostri ragazzi caduti in guerra. Prima di tutto è una questione di Civiltà, oltre che di Memoria. Confidiamo che il nostro nuovo appello non cada nel vuoto. E l’emergenza Covid non può rappresentare una scusante".

https://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2020/10/21/news/modena-cadono-a-terra-per-incuria-le-lapidi-del-cimitero-militare-1.39442725

https://www.lapressa.it/articoli/societa/modena-cimitero-san-cataldo-lincuria-fa-crollare-lapidi-dei-caduti

https://www.modenatoday.it/attualita/cimitero-militare-lapidi-dei-caduti-crollano-a-terra-associazione-piu-cura-per-gli-eroi-nazionali-20-ottobre-2020.html

Il monumento è salvo.

La stele dedicata ai Caduti del 36 Reggimento Fanteria non sarà demolita.

Modena, 30 luglio 2020

Il pomeriggio del 30 luglio 2020 una delegazione composta dalle associazioni storico culturali Associazione Studi Militari Emilia Romagna, Società dell’Ottavo Reparto e Associazione Reduci del 36° Reggimento Fanteria, si è recata dal Sindaco Muzzarelli per scongiurare l’abbattimento della Stele Monumentale dedicata ai Caduti del 36° Reggimento Fanteria.

Il Monumento, posto all’angolo tra V.le Montecuccoli e via Padre Candido, era già stato privato dell’epigrafe, trasferita presso l’Accademia Militare alcuni mesi fa, in quanto sembrava essere imminente la demolizione.

Le Associazioni erano già pronte a farsi carico dell’eventuale traslazione presso altra area già individuata allo scopo, nonché dei relativi costi. Per fortuna, ciò non sarà necessario. Il Sindaco di Modena ha assicurato che il Monumento rimarrà al proprio posto, nel luogo che decenni fu sede del Reggimento: la Cittadella.

Giulio Verrecchia, Presidente di ASMER, così commenta l’incontro con l’Amministrazione: “Siamo davvero soddisfatti che la Stele possa rimanere nella sua attuale collocazione. Il nostro impegno, come associazioni promotrici di questa valorizzazione, sarà quello di ricostruire l’Epigrafe e riportare a nuova vita l’ultima testimonianza di quel Reggimento che entrò per primo a Trento nel 1918. In un periodo in cui i monumenti sembrano non avere più alcuna importanza per l’identità della Nazione, siamo fieri che Modena abbia invece deciso di puntare alla promozione della Memoria Storica del territorio, affidandoci il compito di trasmettere alla cittadinanza il ricordo di questo storico reparto”.


un memorial point per i ragazzi della 10th mountain division

Bagazzano di Nonantola (MO)

Risale allo scorso autunno l'idea di realizzare un piccolo Memorial Point per i militari statunitensi dell'3rd Battalion / 87th Infantry Regiment / 10th Mountain Division caduti in combattimento presso Bagazzano di Nonantola il 21 aprile 1945. Una richiesta preliminare è stata effettuata presso il Comune di Nonantola mentre la fase operativa vera e propria si sta tutt'ora svolgendo nell'area Parrocchiale di Bagazzano, grazie al valido supporto di Don Emanuele Mucci. Allo stato attuale, causa Covid19, l'istruttoria si è dovuta arrestare, a maggior ragione poichè la prevista inaugurazione con i reduci della 10th Mountain e relative famiglie non sarebbe comunque potuta essere svolta. A questa realizzazione stanno partecipando anche l'Associazione Nazionale Carabinieri - Terre del Sorbara, la Società dell'Ottavo Reparto, il Dott. Carlo Mondani, il Prof. Gino Malaguti, il Dott. Giovanni Fantozzi e l'Ass. Culturale Terra e Identità.

Piccolo approfondimento sui fatti di Bagazzano

21 Aprile 1945 - Le avanguardie americane della 10th Mountain Division si muovono velocemente lungo le assolate e polverose strade della bassa. Le difese della Linea Gotica sono state sfondate qualche giorno addietro ed è in atto una vera e propria corsa per raggiungere il prima possibile il Po, ostacolata saltuariamente da agguerrite unità tedesche, che non cedono facilmente il terreno. Una colonna dell’87th Infantry Regiment si muove con rapidità e circospezione lungo la Via Maestra di Bagazzano di Nonantola. E’ necessario prendere intatti tutti i ponti sul Panaro, ed il primo lungo la strada è il ponte di Navicello. Sono da poco trascorse le ore 18.00 quando una piccola retroguardia tedesca, all’altezza di quello che fu il passaggio a livello di Via Maestra, ferma la colonna alla cui testa si trovano i fanti della Cmp. L/3rd Btl. Comincia un accanito scontro a fuoco, nel quale intervengono anche le compagnie K, I ed M, sopraggiunte nel frattempo.Contestualmente un aereo militare sorvola la colonna. La compagnia M, armi pesanti, apre il fuoco contro di esso, per poi subito accorgersi che si tratta di un velivolo alleato, identificato in un Douglas A-20 Havoc, bimotore da bombardamento di produzione americana. Arriva l’ordine di immediato cessate il fuoco e viene lanciata una granata fumogena di colore giallo per permettere il riconoscimento al pilota della nazionalità della colonna, la quale viene comunque investita da quattro ordigni che causano la morte di 14 soldati, oltre al ferimento di molti altri. Tale sequenza di fatti è tratta dal Diario Storico dell’87th Infantry Regiment di George F. Earle, ufficiale stesso del reggimento.Si sa che, nella velocità e confusione della guerra, il riconoscimento degli obiettivi si dimostra più complicato che in un pacifico addestramento e l’errore è possibile, soprattutto nel pieno di una grande avanzata, che vede veicoli in marcia su ogni strada, portando a confondere l’individuazione di chi avanza e di chi invece si ritira. A tal proposito sui veicoli USA erano stati approntati grossi cartelli arancioni, proprio per evitare incidenti di cui sopra.Le relazioni ufficiali americane del dopoguerra hanno fornito spiegazioni variegate dell’accaduto, financo a ritenere l’aereo USA una preda bellica tedesca e germaniche le stesse bombe sganciate. Per quanto nelle relazioni si parli del riconoscimento di un A-20 Douglas, non possiamo averne forse la conferma che ci permetterebbe di risolvere un vero e proprio giallo storico. Chi fu a bombardare erroneamente o meno la colonna USA? Il luogo dell’accaduto si trova antistante la casa della famiglia Prandi, presso la quale fu istituito il Quartier Generale del 3° Btl. Uno degli ordigni peraltro centrò proprio l’aia di casa Prandi. Dal momento che sembra ormai riconosciuto, che si trattò di un tragico episodio di fuoco amico, la mia ricerca prosegue nel tentare di trovare chi si trovasse sui cieli in quel dato momento, onde avere finalmente certezza di quanto avvenne. Una nuova fonte che ritengo possibile confrontare con i fatti di Bagazzano è il rapporto di volo 370 della FAB (Força Aerea Brasileira) 1° Grupo Aviaçào de Caça: missione di ricognizione armata a nord della Via Emilia. La missione è costituita da due P-47 Thunderbolt, cacciabombardieri americani monoposto in dotazione all’Aviazione Brasiliana. La pattuglia, composta dai tenenti Newton Neiva de Figueiredo e Renato Goulart Pereira, decolla da Pisa alle 17.15 e compie una prima azione di mitragliamento alle 18.00 contro una colonna motorizzata tedesca alle coordinate L-9775, corrispondenti ad un’area compresa tra Poggio Renatico e San Pietro in Casale. Ma è la seconda parte del rapporto che risulta essere molto interessante e qui riporto tradotta dal portoghese:Un convoglio di carri armati e veicoli a motore è stato attaccato a 4 miglia (6,4 km) a sud-est di CARPI (L-5481). Mentre gli aerei passavano sopra di loro, [gli automezzi n.d.r.] producevano fumo giallo ed esponevano un pannello giallo. I piloti hanno proseguito nel volo. Secondo questa fonte si parla chiaramente di attacco a colonna recante segnali distintivi di automezzi alleati, sebbene la zona riportata sia in prossimità di Carpi. Secondo un’analisi delle coordinate citate, L-5481 corrisponde all’odierna via Achille Grandi dell’immediata periferia carpigiana, distante in linea d’aria a non più di 1250 metri da P.za Martiri, intesa come centro dell’abitato, pertanto non a 6400 m circa come descritto nel rapporto. Inoltre vi è da considerare il fatto che a quella data nessuna colonna americana poteva percorrere quell’area, in quanto i primi reparti vi giunsero solo nella mattinata del 22 aprile. Nella conversione delle coordinate è plausibile un errore di posizionamento che va da 150 ad un massimo di 1000 metri rispetto all’obiettivo reale, che poniamo per ipotesi essere la SP1, unica grande arteria in zona (cfr. foto RAF del 5/9/1944). In ogni caso, pur considerando tale errore, siamo ben lontani dalla distanza riportata sul rapporto rispetto alla cittadina di Carpi, ribadendo l’impossibilità della presenza di avanguardie alleate in quel dato momento. Nel rapporto si registra inoltre che l’attacco alla colonna viene effettuato con tre razzi M8 da 4,5” e non con delle vere e proprie bombe, in ogni caso non nel numero di quattro. Per quanto molti aspetti non combacino con i fatti di Bagazzano, in primis la posizione dell’avvenuto attacco, sicuramente altri la rendono sovrapponibile. Uno fra questi l’orario: alle 18.00 avviene il primo contatto (time on target) con il nemico in L-9775, che dista in linea retta da Bagazzano circa 48 km. Considerando il margine d’errore sull’orario sia nel rapporto FAB che in quello dell’87th Inf. Reg., possiamo stimare che dalla zona L-9775 al secondo obiettivo, tenendo conto che la velocità di crociera del P-47 è di circa 560 km/h, possano essere passati pochi minuti, il che collocherebbe il fatto sicuramente tra le 18.00 e le 18.30. E’ da tenere in considerazione che non abbiano volato seguendo la linea retta di cui sopra, non avendo nel piano di volo un secondo obiettivo prefissato da raggiungere. E’ chiaro che la questione fondamentale ora è rivestita dal riconoscimento del velivolo da parte delle truppe di terra. Possibile che possano aver confuso un bimotore A-20 con un monomotore P-47? La testimonianza di Viktor Colway, HQ 3rd/87th Inf., presente in quel tragico momento a Bagazzano, descrive la presenza di un aereo a bassa quota simile ad un A-20 già pochi minuti prima dello scontro a fuoco del passaggio a livello. Il velivolo esplode alcuni colpi di mitragliatrice e viene fatto oggetto a sua volta di raffiche e colpi di Bazooka. A quel punto l’aereo fece cadere 5-6 bombe tra la strada e Casa Prandi causando 7 vittime nel suo plotone. Egli stesso afferma che venne a sapere trattarsi di velivolo USA catturato dal nemico. La versione della cattura nemica è in ogni caso da non ritenersi veritiera ed attendibile, utilizzata nei rapporti ufficiali allo scopo di nascondere l’episodio di fuoco amico.E’ molto interessante una relazione alla Prefettura di Modena stesa dal Vice Sindaco di Nonantola Valentino Pedretti in cui afferma che: “[…] nel pomeriggio del 21 aprile in via Maestra di Bagazzano n.18 nel cortile del mezzadro Prandi Albino fu Achille per causa di spezzoni incendiari lanciati da aerei sono rimasti uccisi 13 americani e feriti 8-10 […]”Secondo fonti ufficiali americane la conta delle perdite nel territorio di Bagazzano ammonta a 24 unità, di cui 15 KIA (uccisi in azione) e 9 WIA (feriti in azione). Fondamentalmente i militari uccisi in seguito al bombardamento amico sarebbero solo i 7 della HQ Company (lievitando al numero di 9 per i decessi in seguito a ferita, smentendo così quanto riportato erroneamente da Earle nel suo Diario Storico), mentre i restanti sono caduti in azione di combattimento tra il passaggio a livello e lo scontro al ponte di Navicello. Di seguito quindi i nomi degli sfortunati colpiti dall’aviazione: Wid R. Corn, William H. Fricke, Oscar W. Hemmer, Eugene J. Piotrowski, Samuel H. Stoner, Wayne Williams, Emil M. Mataya, Merle D. Meredith, George H. Heydenreich. Nei vari resoconti e rapporti la circostanza dell’orario è sempre molto imprecisa, pertanto possiamo definire che il bombardamento avvenne tra le 18.00 e le 19.00. L’altro elemento focale verte su una squadriglia FAB che compie azione di contrasto nel modenese contro una colonna recante insegne alleate, in una zona non ancora raggiunta da truppe USA. Nelle relazioni e nelle testimonianze USA vi è contraddizione sul quantitativo di ordigni sganciati. Inoltre, da un’indagine svolta dal Prof. Alberti Agostino sulle bobine delle missioni di volo del 47th Bombardment Group, il quale aveva in dotazione gli A-20 ed A-26, non appare siano state compiute azioni nella zona di Nonantola – Bagazzano in tale fascia oraria.Chiaramente non potremo mai avere la conferma definitiva di quanto accaduto ed attribuire la responsabilità dell’errore alla pattuglia della FAB, in quanto il campo delle ipotesi è ancora aperto. E’ comunque ragionevole affermare la sussistenza di un’elevata possibilità che il rapporto 370 presenti un evidente errore di localizzazione della zona d’attacco e che tale ha, per modalità, tempistiche e svolgimento, estrema somiglianza con quanto avvenuto a Bagazzano.

Qualche novita' sulla quadra militare 1915 - 1918

Cimitero Comunale di San Cataldo - Modena

Nella giornata di giovedì 30 gennaio, alle ore 15.00, si è svolta presso il Palazzo Comunale – Sala delle Bifore, una riunione dedicata al chiarimento dello stato di avanzamento del progetto di restauro del Cimitero Militare della Grande Guerra di San Cataldo. Tale riunione è stata convocata in seguito all’interessamento del Commissariato Generale delle Onoranze ai Caduti (Onorcaduti) del Ministero della Difesa, nella persona del Ten. Col. Sardone, Direttore del Mausoleo Fosse Ardeatine e Responsabile territoriale dei Sacrari Militari dell’Emilia Romagna, direttamente e appositamente contattato da ASMER. Alla riunione hanno partecipato il Presidente ASMER, con delega di rappresentanza per Ottavo Reparto, il Segretario ASMER Filippo Barbieri, l’Ass.re con delega ai Servizi Demografici Carla Ludovica Ferrari, il Ten. Col. Sardone di Onorcaduti, l’Arch. Ilaria Braida, settore Lavori Pubblici, responsabile del progetto, il Dott. Rodella, AD della Dugoni Facility Management e la Dott.ssa Elena Giusti, settore Servizi Demografici e Polizia Mortuaria. Il Ten. Col. Sardone ha proposto al Comune la stipula di una convenzione, come previsto dall’art. 271 del D.lgs. 66/2010, la quale prevede una partecipazione economica annuale del Ministero, al fine di sostenere i costi di manutenzione Ordinaria del Cimitero, nonostante la stessa sia di competenza comunale sin dagli anni ’30 del secolo scorso. La convenzione era già stata proposta in diverse occasioni all’amministrazione, la quale non ha mai recepito e mai nemmeno ha svolto la manutenzione ordinaria di spettanza. Questo inadempimento ha degradato irrimediabilmente l’area, per la quale si stima un costo di restauro di circa 50.000 euro. Allo stesso modo, il progetto redatto in prima istanza da ASMER e poi revisionato dagli Uffici Tecnici del Comune di Modena, si presenta ad oggi privo di computo metrico.

Stante questa serie di criticità, al termine della riunione, si è giunti all’ottenimento di queste misure:

- Approvazione in sede di Consiglio Comunale della Convenzione con il Ministero della Difesa;

- Preparazione del Computo Metrico, prezzato, entro la fine di febbraio 2020;

- Invio del Progetto alla Soprintendenza Beni Culturali, la quale ha 60 giorni per eccepirlo.

Vi sarà pertanto nuovo aggiornamento entro e non oltre la prima settimana di maggio 2020. ASMER si riserva il compito di verificare che il cronoprogramma stabilito venga rispettato in ogni fase.

nuovo materiale in esposizione

Modena, 1 dicembre 2019

Giornata eccezionale al nostro Centro Documentale! Elisa Castellucci, assieme al suo gruppo di ricerca, ci ha consegnato alcuni frammenti di un P-47 Thunderbolt caduto nei pressi di Castelfranco Emilia, che rimarranno in esposizione presso la nostra sala museale. Gli studi sono ancora in corso e i frammenti potrebbero appartenere al velivolo di Gene M. Fisher o di Forrest Warren McCargo, vi terremo aggiornati sugli sviluppi delle ricerche. Oltre a ciò, l'esposizione dedicata alla guerra degli Italiani si allarga con la consegna di un elmetto m 33 proveniente dalla regione di Voronež (fiume Don) consegnatoci dall'amico e socio Giacomo Matacotta. Un enorme ringraziamento per il vostro supporto e la vostra fiducia!

e' una promessa...

Modena, 2 novembre 2019

La promessa di restaurare le lapidi del Cimitero Militare 1915 - 1918 di Modena è ancora viva. Nel frattempo, come lo scorso anno, lo abbiamo attrezzato con le coccarde tricolori in occasione delle commemorazioni per la Festa delle Forze Armate. Siamo ancora in attesa del via libera da parte dell'Amministrazione Comunale per poter procedere al restauro, ora più che mai necessario!


Una giornata sulla linea gotica

Monte Belvedere e Museo di Iola di Montese, domenica 11 agosto 2019

Quando si unisce storia, natura ed enogastronomia il successo è assicurato. Abbiamo raccontato a oltre 50 escursionisti la storia del lungo inverno 1944/1945 sul crinale tra Modena e Bologna, le battaglie e gli uomini che vi parteciparono. Ci siamo ripromessi di organizzare nuovamente una bella esperienza come questa, quindi rimanete sintonizzati con noi!

La storia in festa!

Castello di Montecuccolo, 29/30 Giugno 2019

Un weekend di Storia ed Enogastronomia a cui non potevamo mancare, nella casa natale di uno dei più grandi militari d'Europa: Raimondo Montecuccoli. A nostra cura l'allestimento della mostra "De Bello Friniate 1943-45", la conferenza dello storico Giovanni Fantozzi e la narrazione storica durante la passeggiata dal Campo di Volo di Pavullo sino al borgo di Montecuccolo. La terza attività prevalente (e costante) è stata chiaramente la visita agli stand culinari della pro loco!

Il sogno diventa realta'!

Modena, 13 aprile 2019

Dopo lunghi mesi di lavoro, il Centro Documentale prende vita e viene inaugurato alla presenza dell'Assessore Irene Guadagnini (Politiche giovanili) del Comune di Modena. Ottavo Reparto, per l'occasione, ha reso disponibile un automezzo storico della collezione, che è stato posizionato in P.za Matteotti di fronte alla nostra struttura.

chiamati al dovere!

Accademia Militare di Modena, 4 novembre 2018

Sei uomini, sei storie da raccontare. Sono i militari modenesi che hanno partecipato al Primo Conflitto Mondiale, le cui vicende ed oggetti sono stati resi disponibili al grande pubblico in occasione del Centenario della Vittoria e Festa delle Forze Armate, nella splendida cornice della Sala del Parlatorio dell'Accedemia Militare di Modena. Si ringraziano i collezionisti modenesi che hanno partecipato e messo a disposizione questi piccoli tesori. Con oltre 1500 visitatori, siamo fieri di aver contribuito alla memoria modenese della Grande Guerra. Hanno partecipato all'inaugurazione il Gen. B. Stefano Mannino, Comandante dell'Accademia Militare, la dott.ssa Maria Patrizia Paba, Prefetto di Modena, il Col. Giovanni Balboni, Comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri, il dott. Giampietro Cavazza, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Modena.

tricolore per i caduti

Cimitero Militare della Grande Guerra, Modena, 2 Novembre 2018 (Monumentale S. Cataldo)

Nel Comunale di Modena, una vasta area raccoglie le spoglie di quasi 1000 caduti, provenienti da tutta la Nazione e deceduti negli ospedali militari della città. Le lapidi, rovinate e consunte, hanno bisogno di interventi di restauro e come Associazione abbiamo presentato una proposta in tal senso. Nel frattempo, per il Centenario, il grigio delle lapidi è stato illuminato dai nostri bellissimi tre colori. Le coccarde e il pennone da bandiera sono state acquistate dal Comune di Modena dietro nostra istanza. Rimaniamo in attesa di novità per quando riguarda il restauro, per il quale ci siamo offerti volontari.

Sulle tracce della herring!

Poggio Rusco (MN), 6 ottobre 2018

Visita ai luoghi storici dell'ultimo aviolancio della Seconda Guerra Mondiale in Europa: l'Operazione Herring. Ricevuti dal Sindaco di Poggio Rusco, Fabio Zacchi, e dall'Assessore alla Cultura Angela Prevedi, abbiamo proseguito la visita alle zone di combattimento sotto la guida dell'esperto Carlo Benfatti, storiografo dell'Operazione.

UN AUTUNNO CALDO!

APPUNTAMENTI DEDICATI AI NOSTRI SOCI

SETTEMBRE / OTTOBRE 2018

un giorno sull'altipiano

Monte Ortigara, 28 luglio 2018

Questa volta ci siamo imbucati! L'associazione Azione Universitaria ci ha invitato a collaborare per la buona riuscita della loro escursione sul campo di battaglia del Monte Ortigara. Una narrazione itinerante a cura di ASMER che ha fatto scoprire e conoscere ai colleghi universitari una delle più tragiche pagine della Grande Guerra sul fronte italiano.

con gli occhi fuori dalla trincea

Modena, 1 luglio 2018

L'Archeologia Bellica è uno strumento di studio fondamentale per comprendere appieno il campo di battaglia. A 100 anni dalla fine della Grande Guerra, il territorio interessato dai combattimenti è ancora un libro aperto su quel periodo storico. Non sono pochi i caduti dispersi, nonostante sia trascorso un secolo. Solo il lavoro minuzioso di ricerca degli appassionati riesce a riportare alla luce quei soldati senza lapide. Un caso emblematico è "Il soldato del Lemerle", di cui tratteremo durante la conferenza. Giovanni Dalle Fusine, preparato ed esperto ricercatore storico veneto, ci guiderà in questo bellissimo ma delicato settore di ricerca.

fronte del don

DICEMBRE 1942

Modena, 18 giugno 2018

"Disperso sul fronte russo"...con poche, semplici, terribili parole, si liquida la storia di un uomo come tanti, Rubens Bulgarelli, le cui notizie si perdono nelle prime fasi della mostruosa ritirata. Il nipote, Riccardo Bulgarelli, ha voluto caparbiamente ricostruire la storia, passo dopo passo, della sorte di Rubens in quell'inferno bianco.

ASMER, in collaborazione con la Società dell'Ottavo Reparto, è lieta di presentare il libro "Fronte del Don - Dicembre 1942, Arbusowka - Meskoff, sulle tracce di Rubens", un'importante memoria storica di quegli eventi. Al termine della presentazione ci sarà l'intervento del reduce della ritirata di Russia Fedele Dallari, modenese, testimone diretto degli eventi narrati da Bulgarelli.

sudfront

TATTICHE E STRATEGIE DELLA WEHRMACHT DURANTE LA CAMPAGNA D'ITALIA 1943 - 1945

Modena, 9 giugno 2018

Conferenza incentrata sulle tattiche e le strategie impiegate dalla Wehrmacht sul Fronte Italiano. In particolare, si analizzeranno le metodologie della scuola militare tedesca e l' efficacia della strutturazione difensiva durante la Campagna d'Italia, in particolar modo dallo Sbarco di Salerno sino al Lago di Garda. I Relatori saranno:

- Roberto Molle, Presidente dell'Associazione Battaglia di Cassino

- Simone Guidorzi, Direttore del Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po di Felonica

MODENA - FIUME PO: SOLA ANDATA. LA CORSA VERSO LA VITTORIA

Modena, 26 novembre 2017

22 - 23 Aprile 1945. La campagna d'Italia volge al termine, le truppe alleate dilagano nella pianura padana. Dai sobborghi di Modena agli argini del Po si combatte tenacemente, chi per vincere l'ultima battaglia e chi per non perdere la speranza di tornare a casa. Bagazzano, Navicello, Bastiglia, Bomporto le tappe della vittoria. A Finale Emilia la tragedia sull'argine del Panaro. Il Po come agognata meta, tappa fondamentale per gli alleati, via di salvezza per l'esercito germanico in ritirata. Questa storia ce la raccontano Simone Guidorzi e Carlo Mondani.

E come ogni conferenza di ASMER, allestiremo una piccola MOSTRA TEMATICA.

italiani sulla linea gotica

Modena, 29 luglio 2017

Sabato 29 luglio 2017 si terrà a Modena a partire dalle ore 14.30 presso la Sala Santa Scolastica in via San Pietro 1, la mostra con ingresso gratuito "Italiani sulla Linea Gotica - La guerra dietro casa" organizzata dall'associazione modenese A.S.M.E.R.

Durante l'evento saranno esposti reperti riguardanti la Seconda Guerra Mondiale ritrovati lungo il fronte appenninico modenese e bolognese della Linea Gotica e materiale bellico di quei terribili anni.

Alle ore 17.30 sarà inoltre possibile assistere alla conferenza alla quale parteciperanno Gabriele Ronchetti (la Resistenza), Davide Del Giudice (l'Esercito Repubblicano) e Carlo Benfatti (l'Esercito Cobelligerante).

Durante il lungo inverno del 1944 fino all'aprile 1945 lungo la Linea Gotica si fronteggiarono non solo l'Esercito Alleato e l'Esercito Tedesco, ma anche numerosi reparti Italiani che scelsero di combattere l'uno contro l'altro schierandosi rispettivamente a fianco degli Alleati o dei Tedeschi. Il nostro obiettivo è anche quello di ricordare quei ragazzi che troppo spesso vengono dimenticati, nonostante abbiano partecipato anche loro alle terribili battaglie avvenute sul nostro territorio.